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5 Stelle

Mirandola

Via Statale Sud 117, 41037 Mirandola, Italia


 




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In questa campagna elettorale si vede di tutto, dal patto con gli italiani ri sottoscritto all' album di figurine. Questo sotto \è l album di figurine del partito democratico. Stacchi le immagini e le inserisci nelle caselle giuste.
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di MoVimento 5 Stelle Il Ministero dell'Economia e Finanze (MEF) ha certificato ufficialmente che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno donato al Fondo per il Microcredito oltre 23,4 milioni di euro derivanti dal taglio dei propri stipendi personali, adempiendo cos\ì alle promesse fatte ai cittadini e ai princ\ìpi inderogabili previsti dal Codice Etico del MoVimento 5 Stelle. Pi\ù di 23,4 milioni di euro che hanno ad oggi contribuito a finanziare oltre 7.460 piccole e medie imprese e creato oltre 18.000 nuovi posti di lavoro. Tra il 96\% dei parlamentari che hanno donato gran parte del proprio stipendio e delle proprie indennit\à, particolare merito va a: Massimiliano Bernini che ha donato 334.398,28 euro; Da Villa Marco con 298.252,05 euro; Luigi Gallo con 279.884,20 euro; Giovanna Mangili con 268.485,02 euro; Paola Carinelli con 261.087,96 euro; Vincenzo Caso con 258.636,60 euro; Mirella Liuzzi con 257.941,46 euro; Ferdinando Alberti con 253.911,34 euro; Vilma Moronese con 249.475,98 euro e Daniele Pesco con 247.464,99 euro. Abbiamo accertato, inoltre, che 8 parlamentari Della Valle, Pisano, Buccarella, Martelli, Bulgarelli, Cecconi, Benedetti, Cozzolino ed il consigliere regionale Gianluca Sassi, nonostante si siano comportati meglio di tutti gli altri parlamentari del PD, di FI, della Lega, avendo, comunque, fatto parziali donazioni dei propri stipendi e contribuito ad integrare il Fondo per il Microcredito, non hanno donato quanto promesso verso i cittadini, disattendendo gravemente le regole del MoVimento 5 Stelle. Per questi motivi sono stati automaticamente espulsi dal MoVimento, anche se parte di loro ha provveduto a saldare quanto promesso. Ci sono i casi di: - Francesco Cariello ha una irregolarit\à negli ultimi bonifici. Ha continuato a sostenere di poter dimostrare la regolarit\à dei suoi bonifici. Non ci ha voluto dare l'autorizzazione di accedere ai dati in possesso del MEF e questo va contro il nostro principio di trasparenza. A questo punto \è fuori dal Movimento. - Giulia Sarti con una differenza di 19.399 si \è gi\à autosospesa. Lei ha dichiarato di non aver sottratto un centesimo e ha denunciato una persona a lei vicina. - Gian Luca Sassi, consigliere regionale in Emilia Romagna: espulso. Poi ci sono casi minori per cui \è previsto un richiamo come: - Federica Dieni che doveva fare un bonifico di 6139,93 euro. Non ha fatto un unico bonifico ma due. Il primo di 1739,63 euro (17\/11\/2014) e il secondo di 4401,10 euro ( 29\/11\/2014). Non riuscendo a caricare su tirendiconto.it entrambe le distinte ha caricato solo la prima modificando (falsando quindi la distinta) l\’importo. La somma per\ò \è corretta, cos\ì come \è corretto l'importo totale delle restituzioni. - Emanuele Scagliusi che ad oggi ha restituito pi\ù di 223 mila euro. Ha modificato di mille euro la distinta del bonifico. Ha gi\à provveduto a restituire la somma. E in accordo col Movimento verser\à una mensilit\à di restituzione in pi\ù al fondo per il microcredito come penale per l'errore fatto. - Silvia Piccinini, consigliere regionale in Emilia Romagna: sostiene che ci sia un errore della banca. Presenter\à le prove. - Barbara Lezzi che ha restituito 132mila 557 euro. Vi \è un bonifico contestato di circa 3500 euro (-2,5\%) immediatamente sanato. E in accordo col Movimento verser\à tre mensilit\à di restituzione in pi\ù al fondo per il microcredito come penale per l'errore fatto. Quanto certificato dal MEF, dunque, rappresenta un orgoglio per il MoVimento 5 Stelle. Ad oggi abbiamo rinunciato e donato oltre 90 milioni di euro tra finanziamento pubblico ai partiti (rimborsi elettorali) a livello nazionale e regionale, donazioni dei parlamentari, regionali e europarlamentari, rinunce alle indennit\à di carica. E ci\ò senza che vi sia stata alcuna legge ad imporlo. Da noi gli impegni, morali ed etici, presi nei confronti dei cittadini ed il rispetto integrale delle regole interne sono principi sacri. Chi non li rispetta si autoesclude immediatamente e non pu\ò pi\ù fare parte del MoVimento 5 Stelle. Di seguito pubblichiamo l\’intera tabella delle donazioni con gli importi dichiarati su Tirendiconto.it e quelli arrivati al Mef (Alcuni scostamenti minimi sono dovuti a semplici asimmetrie contabili ed arrotondamenti).
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banchetto informativo del movimento 5 stelle
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e adesso aspettiamo le donazioni degli altri partiti
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Il movimento sicuramente non oscura una notizia minimizzandola. Noi di Mirandola ci siamo sempre comportati correttamente e continuiamo a sostenere i parlamentari e i consiglieri onesti. L'essere umano \è fallevole per natura e quindi non giustifichiamo chi ha commesso irregolarit\à, secondo il nostro regolamento interno, anzi crediamo che dovrebbero essere loro stessi a auto sospendersi prima che vengano effettuati i controlli, sarebbe un gesto apprezzato da tutti quegli attivisti, simpatizzanti e cittadini che credono in noi. Il movimento sopravviver\à anche a questo perch\è l'idea che porta avanti \è pi\ù forte dei singoli individui.
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Non comprendiamo ma ci adattiamo. Le pagine hanno le stelle di valutazione. In ormai in 5 anni che siamo su Facebook abbiamo ricevuto due valutazioni. Oggi in pochissimo tempo utenti non facenti parte della pagina hanno dato valutazione 1. Che strana cosa. La stranezza sta nella valutazione di massa. Complotto \�\�\�\�\�\�. Se qualcuno si arma di pazienza e fa questa cosa vuol dire che stai facendo il lavoro giusto. Grazie della valutazione, pi\ù giudizi negativi prendiamo e pi\ù sappiamo di avere pestato qualche piede di troppo. Considerando i commenti allegati. Se volete guardare andate nella sezione valutazioni.
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Banchetto Mirandola con i candidati all' uninominale senato Maria Laura Mantovani e Camera Vittorio Ferraresi
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banchetto informativo
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Sindaco di seregno indice ordinanza in cui \è vietato ammalarsi e morire a causa della mancanza del medico. Dice: non siamo cittadini di serie B. A me ricorda qualcosa e a voi?
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Tutti i giornali italiani per giorni hanno sbattuto in prima pagina tutta la vita di Emanuele Dess\ì, cittadino incensurato candidato al Senato con il MoVimento 5 Stelle. Ieri abbiamo parlato e abbiamo convenuto che la cosa migliore per tutelare lui e il MoVimento 5 Stelle fosse il ritiro della sua candidatura, cosa che abbiamo fatto. Il segretario del Pd ieri ha diffamato pubblicamente il MoVimento 5 Stelle dicendo che noi abbiamo impresentabili. Gli impresentabili e riciclati li ha messi lui nelle liste con un atto d'imperio fregandosene degli iscritti e della democrazia interna del suo partito. Gli impresentabili sono nelle liste di un un centrosinistra che ha rinnegato la lezione di Berlinguer sulla questione morale. E sono anche nelle liste del centrodestra. \È un affronto agli elettori candidare come capolista gente come Giggino \‘a purpetta ed \è un insulto ai lettori vedere i giornali osservare un omertoso silenzio nei riguardi di questa gente. Oggi chiediamo a tutti i capi di partito di far rinunciare alla candidatura tutti questi impresentabili. Qui \è scaricabile il modulo che va compilato con i dati del candidato, corredato di firma autenticata da pubblico ufficiale e presentato alla Corte d'appello del collegio del candidato. Basta impresentabili in Parlamento. Di seguito trovate i nomi degli impresentabili dei partiti. Devono sparire dalle liste. Ora! Impresentabili del Pd Luciano D\’Alfonso , governatore della Regione Abruzzo, indagato a Pescara e a L\’Aquila, per una inchiesta su appalti regionali e sul recupero del complesso che ha ospitato il mercato ortofrutticolo pescarese. Vito Vattuone che ha dal 29 gennaio scorso una richiesta di rinvio a giudizio, capolista del Pd nel collegio plurinominale per il Senato in Liguria, uno dei tanti politici candidati e coinvolti nelle vicende sui rimborsi regionali. Come lui in Lazio, ci sono Claudio Mancini (proporzionale Camera Latina), Carlo Lucherini (uninominale Senato Guidonia), Bruno Astorre , (proporzionale Senato), Claudio Moscardelli, tutti coinvolti nell\’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012, rinviati a giudizio lo scorso settembre. Ferdinando Aiello , Brunello Censore e Antonio Scalzo in Calabria, rinviati a giudizio nel luglio scorso. Angelo D\’Agostino, imputato in un processo a Roma per una storia di certificati falsi per appalti pubblici emessi da una societ\à specializzata nella certificazione dei requisiti. Vittorino Facciolla, assessore regionale all\’Agricoltura in Molise, indagato nell'ambito di un'indagine sui Peu (Progetti Edilizi Unitari), fondi per la ricostruzione post sisma in Molise. Lui ha parlato di atto dovuto. Menzione speciale per la mia regione, la Campania. C\’\è De Luca junior, candidato ovviamente a Salerno, nel \“feudo\” del padre. \È imputato di bancarotta fraudolenta per il crac della societ\à immobiliare \“Ifil\”. Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, accusato di tentata concussione, \è stato sentito dai pm nel dicembre scorso. Secondo l\’accusa avrebbe fatto pressioni per la rimozione o il trasferimento di alcuni funzionari \“non graditi\” alla moglie, dirigente amministrativo nello stesso ospedale. Franco Alfieri, il \“signore delle fritture\” elogiato dal governatore campano perch\é sa fare le clientele come Cristo comanda\”, gi\à condannato in appello a restituire 40.000 euro al Comune di Agropoli e imputato per omissione in atti d\’ufficio e sottrazione di beni alla loro destinazione: avrebbe lasciato dei beni sequestrati alla Camorra, e destinati al Comune di Agropoli, nella disponibilit\à dei vecchi proprietari. Per i pm non per dimenticanza, ma per ingraziarsi il \“clan degli zingari\”. Luca Lotti, indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio nel caso Consip. Impresentabili del centrodestra Luigi Cesaro, detto \“Giggino a\’ purpetta\”, indagato per voto di scambio in riferimento alle ultime elezioni regionali e per minacce a pubblico ufficiale aggravato dalla finalit\à mafiosa: avrebbe fatto pressioni su una funzionaria del comune di Marano, che si occupava dei controlli su opere costruite dall'impresa di Aniello e Raffaele Cesaro, suoi fratelli. Antonio Angelucci, premiato per la sua assidua presenza in Parlamento (99.59\% di assenze) e per i risultati sul fronte giudiziario con una condanna in primo grado a un anno e 4 mesi per falso e tentata truffa per i contributi pubblici percepiti tra il 2006 e il 2007 per i quotidiani \‘Libero\’ e \‘il Riformista\’; oltre un indagine in corso in merito a un\’inchiesta sugli appalti nella sanit\à della procura di Roma. Per lui il posto di capolista alla Camera nel Lazio. Ugo Cappellacci, capolista in Sardegna, ex governatore, per lui chiesta condanna per abuso d\’ufficio nel processo scaturito nell\’inchiesta sulla cosiddetta P3; condannato in secondo grado a restituire alla Regione Sardegna circa 220 mila euro. Condannato a due anni e mezzo di reclusione per il crac milionario della Sept Italia, societ\à fallita nel 2010. Fresco di sentenza Michele Iorio, candidato al Senato in Molise, \è stato condannato qualche giorno fa dalla corte d\’appello di Campobasso a 6 mesi di reclusione per abuso d\’ufficio e a un anno di interdizione dai pubblici uffici. Urania Papatheu, candidata nel Catanese, con una condanna in primo grado per gli sperperi dell'ex Ente fiera di Messina. Edoardo Rixi, Lega, assessore regionale in Liguria e imputato per le spese pazze in regione Liguria: si sarebbe fatto rimborsare spese private con soldi pubblici. Umberto Bossi, condannato a 2 anni e 3 mesi per aver usato i soldi del partito, quindi \“provenienti dalle casse dello Stato\” a fini privati Roberto Formigoni, condannato per corruzione a sei anni e imputato in altri processi: \è candidato al Senato come capolista nella formazione del centrodestra \‘Noi con l\’Italia\’ in Lombardia.
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Banchetto a Cavezzo. Sabato prossimo tempo premettendo vi aspettiamo a Mirandola. Con i candidati alle politiche 2018

 


Locale pulito ed ordinato, di dimensioni enormi e dunque poco raccolto, in un edificio industriale, che ha poco di poetico e porta il segno di un passato incendio. Comunque all'interno personale molto gentile ed un servizio curato e veloce. Menù alla carta a prezzo fisso (escluso bevande e qualche dolce). Piatti buoni, più che onorevoli per una serata con famiglia... Altro 

5 Stelle - Mirandola
Resto soddisfatto dalla nuova gestione, a differenza di tanti ristoranti del segmento il sushi è tanto e buono, inoltre ci sono sempre piatti sia caldi che freddi italiani, dal carpaccio alle lasagne... Il personale è disponibile e alla mano, tornerò sicuramente

5 Stelle - Mirandola

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